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12 -December -2017 - 13:20

PROFILI DELLE PERSONALITA' A CUI SONO INTITOLATI I PREMI

Renzo Sertoli Salis nacque a Varese il 20 agosto 1905 da famiglia patrizia valtellinese. Dottore in giurisprudenza e in scienze economico-sociali, avvocato, docente di diritto nelle Università statali di Milano e Pavia, oltre che alla Bocconi, morì a Sondrio nel 1992. La sua bibliografia conta centinaia di articoli e studi minori, oltre a una ventina di volumi che spaziano dal diritto pubblico alla politica internazionale e dalla biografia alla filologia e alla poesia epigrammatica. Giornalista pubblicista, è stato tra i fondatori nel 1934 dell'Istituto per gli studi di politica internazionale nonché membro ordinario dell'Istituto Italiano per l'Africa e di alcune Accademie nazionali di scienze e lettere. Diversi suoi studi storici e giuridici sono noti anche all'estero. Per oltre un trentennio ha illustrato, con la dottrina dello studioso, l'eleganza dello scrittore e il rigore del critico d'arte la "piccola patria" adduana, presiedendo fra l'altro la Società Storica Valtellinese che lo ha onorato con un volume di studi e proclamato presidente emerito. Nella sua vasta produzione letteraria figurano anche numerosi scritti legati alla sua attività nella sezione sondriese dell'Accademia Italiana della cucina di cui fu promotore. Sbaglierebbe chi volesse vedere in questi scritti un Renzo Sertoli Salis " minore. Essi testimoniano invece la sua capacità di tradurre in lezione di "umanità", attraverso la sua acuta intelligenza e la sua profonda cultura, argomenti all'apparenza banali ma in realtà documenti di storia e di vita quotidiana di tutto rispetto. Nel 1982 il Lions Club Host di Sondrio, al quale dedicò per vent'anni con la penna e con la parola un'intensa attività culturale, gli attribuì il Lion d'Oro del Venticinquennale. Studioso e umanista -non certo "provinciale"- aveva scelto di vivere in "provincia" il periodo della sua feconda maturità e di concludervi i suoi giorni, certo consapevole di contribuire in modo significativo a quella evoluzione culturale che ha caratterizzato in Valtellina e in Valchiavenna l'ultimo dopoguerra. Per questo alla sua morte, il sodalizio volle farsi promotore di una iniziativa che onorasse degnamente la memoria dell'illustre amico scomparso continuandone anche l'azione di promozione culturale in favore della valle.

Grytzko Mascioni, ci ha lasciati il 12 settembre 2003. Pochi giorni prima aveva attivamente partecipato, sia pure da Nizza con fax e telefonate, ai lavori della giuria per l’attribuzione dei premi della quinta edizione del concorso. Era nato a Villa di Tirano (Sondrio) nel 1936 da famiglia italo-svizzera, ma amava definirsi un italo-svizzero-italiano e si considerava un cittadino del mondo. Lascia un’opera, non solo letteraria, di grande interesse per qualità e estensione. L’opera in versi, raccolta nella edizione complessiva comparsa a Milano per Rusconi nel 1984, è poi continuata con altre numerose e regolari raccolte, parte delle quali tradotte in alcune delle principali lingue europee. Tra i volumi di narrativa, sempre ispirati a un autobiografismo trasfigurato e visionario, spicca il singolare e “fluviale” Puck (Piemme Edizioni, 1996). Gli studi filologici ed eruditi, orientati in prevalenza sull’area prediletta della grecità, uniscono rigore e sorpresa, documentazione e fascino colloquiale, in una “divulgatività” alta e imprevedibile che sa stemperare la gravità della filologia tradizionale (Lo specchio greco, Torino 1980, Saffo, Milano1981, La notte di Apollo,Milano 1990). Mascioni si è anche occupato di Teatro, di cinema, di televisione (è stato tra i fondatori della televisione della Svizzera Italiana) e ha ricoperto incarichi ufficiali di alto profilo quale rappresentante culturale della Repubblica Italiana all’estero (a Zagabria e a Dubrovnik). (bcl)

 

Camillo De Piaz (Tirano 1918 - Sondrio 2010). Frate dei Servi di Maria dal 1934, ordinato sacerdote nel 1941 viene destinato al convento milanese del suo Ordine di San Carlo al Corso, insieme al confratello David Maria Turoldo in vista della loro iscrizione all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Nella condizione di frati e di studenti partecipano attivamente alla Resistenza, esperienza che segnerà profondamente la loro vita e motiverà il loro costante impegno democratico. Nel dopoguerra, con un gruppo di amici intellettuali, fondano presso il convento di San Carlo la Corsia dei Servi della quale animeranno per anni l'attività culturale (conferenze, editoria, cineforum, mostre) attorno alla omonima libreria che diverrà un punto di riferimento del mondo culturale cattolico e non, soprattutto durante il Concilio Ecumenico Vaticano II. Per anni padre Camillo ha seguito le attività della Corsia dividendosi fra Madonna di Tirano (al cui convento venne assegnato nel 1957) e Milano. In ambito editoriale collabora nel delicato ruolo di "lettore" con le case editrici Mondadori, Il Saggiatore ed altre, ed è autore di numerose traduzioni dal francese fra cui Agonia della Chiesa? lettera pastorale del 1947 dell'arcivescovo di Parigi cardinale Emanuele Suhard (1948), Il cristo dilacerato di Jean Guitton (1964) e - a richiesta di Paolo VI - l'enciclica Popolorum Progressio (1967). E’ stato membro della giuria del Premio "Gallarate", del Premio di poesia "Clemente Rebora" e, fino alla morte, del Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis. Costanti il suo interesse per l'arte e l'impegno per la promozione di buoni rapporti con la vicina valle svizzera di Poschiavo, il Grigioni Italiano e con il mondo riformato. E' morto a Sondrio il 31 gennaio 2010. La sua biografia e la sua ampia bibliografia sono documentate sul sito web www.camillodepiaz.it. (bcl)

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