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12 -December -2017 - 13:21

Nel piano terra del museo troverai:

L'INGRESSO

E' dotato di un banco con vetrina dove sono esposte le edizioni del museo e altre pubblicazioni edite con la sua collaborazione. Fra il portoncino e la porta a vetri è stata collocata una cassaforte di costruzione artigiana dei primi del secolo scorso proveniente da Sondrio. A lato del bancone d'ingresso è posta una riproduzione della Fiera di Tirano, olio del 1860 di Antonio Caimi commentato da un corredo didascalico.

LA STANZA DELLE MOSTRE

Il primo locale sulla sinistra è stato arredato con vetrine che offrono nove metri di spazio espositivo sotto vetro e altrettanti di parete per l'altezza di 60 cm. Vi si tengono a rotazione piccole mostre d'occasione o a tema, anche per stimolare ricerche e approfondimenti. 

LA STANZA "DEL PORTONE"

 STANZA DEL PORTONE

L'ambiente è dominato dal portone intagliato proveniente da Grosio a destra del quale è posto un grande tostino per la torrefazione del caffè che ricorda il contrabbando di tale prodotto per anni esercitato nella zona, mentre a sinistra si può osservare la carriola dell'arrotino itinerante (muléta), tipico della Val Malenco. Da qui si può accedere alla sala pluriuso da una porta a lato della quale è collocata un'interessante banderuola da comignolo di buona fattura; nella sua ideazione paiono riconoscibili i concetti di terra, aria e luce (il globo di rame, la bandierina mossa dal vento, il sole/fiore alla sommità). Nella stanza è posta infine una bara con stanghe un tempo impiegata per il solo trasporto funebre. Proviene dall'antica chiesa di Sant'Alessandro di Lovero e reca incisa la data 1784. Alla parete sono fissate croci cimiteriali in ferro battuto ed un eccezionale monumentino funebre per due infanti realizzato in lamiera sagomata e dipinta. Pende dal soffitto, con l'inclinazione richiesta dalla sua originaria funzione, un doccione da grondaia, a forma di drago in ferro sagomato (Villa di Tirano - Sec. XVII) non privo di valore simbolico. Su una parete è fissato un monaco da capriata in legno con incise iniziali e la data 1724.

LA SALA PLURIUSO

E' una stanza con pareti spoglie in cui è possibile allestire esposizioni. E' attrezzata per proiezioni ed è dotata di servizi e di ingresso autonomi.

 

LA STANZA NUMERO 4

 CARRAIO BOTTAIO STAGNINO

Sono qui ordinati gli attrezzi delle botteghe artigiane del carraio e del bottaio e gli strumenti dello stagnino itinerante (magnan). Per i primi due si tratta di artigiani di elevata capacità professionale le cui prestazioni comportano la conoscenza delle tecniche di lavorazione del ferro e del legno necessarie per la realizzazione di botti, carri, in particolare delle ruote. Degna di nota la serie di chiavi inglesi esposte sul pannello realizzate a mano dall'artigiano stesso.Gli attrezzi provengono dalle botteghe Marcali, poi Angelo Venini di Sondrio, e Pietro Bertini di Castione (Contrada Gatti). Si tratta di un tornio, un banco-morsa a pianta triangolare per la lavorazione di manufatti di legno ricurvo (doghe per botti, quarti di ruota di carro), il cavalletto regolabile per l'assemblaggio delle varie parti che compongono le ruote e di numerosi altri attrezzi del normale corredo del fabbro e del falegname o specifici del carraio e del bottaio. La sega trentina appesa alla parete, identica a quelle a mano per la realizzazione delle assi, è parte di una sega meccanica di produzione industriale. L'attrezzatura dello stagnino proviene da Lanzada in Valmalenco (si noti il trapano ad arco) mentre il grande mantice dalla bottega Antamati, celebri artigiani attivi in questo secolo a Madonna.

Da questa stanza si accede al giardino.

2017  Museo Etnografico Tiranese  globbersthemes joomla templates