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18 -October -2017 - 09:12

AGRICOLTURA

ARATRO A TRAINO UMANO

L'uso dell'aratro a traino umano è certamente antico ed è facile capire come in valle sia durato a lungo, pensando all'usanza di coltivare il terreno fra i filari delle viti sui terrazzamenti, dove era impossibile utilizzare gli animali. L'impiego del traino umano per l'aratura in Alta Valtellina è documentato nel 1833 nella "Descrizione statistica della provincia di Valtellina" dell'ing. Pietro Rebuschini pubblicata nel 1983 dalla Camera di Commercio di Sondrio. L'esemplare del museo proviene da Baruffini ed è stato donato da Achille Rinaldi. 

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CALASTRA DI CARRO DI LEGNO INTRECCIATO

Raro esemplare di kork (it. corba, ted. korb = cesta), calastra di carro rimovibile, oggi in disuso. Proviene da Grosotto ed è stato donato al museo dal proprietario che l'ha conservata nel solaio di un edificio rurale di sua proprietà, visibile per decenni a chi transitava per la SS. 38. Questo genere di contenitore, prevalentemente utilizzato per trasposto di strame e letame su slitte o carri, poteva avere diverse dimensioni ed essere realizzato anche con le sole bacchette di salice intrecciate.

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LA GRATTUGIA PER IL GRANO TURCO

Questo attrezzo, che nella forma allude alla pannocchia del grano turco, serviva per togliere i chicchi dal tutolo dopo l'esposizione all'essiccazione delle pannocchie sui ballatoi delle case contadine, che costituiva un elemento tipico del paesaggio autunnale nei nostri paesi. Se ne conoscono pochi esemplari. Oltre a questo, donato al museo dal ramaio Mazzoleni di Morbegno, uno è presente nel Museo degli Scavi di  Piuro (e ci attesta l'impiego in paese prima del 1618, data della grande frana del monte Conto che lo distrusse). Un altro esemplare è conservato nella raccolta etnografica del Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio e due in collezioni private.

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FRANTOIO PER L'OLIO DI NOCI

Il frantoio, impiegato per maciullare le noci per ricavarne l'olio, proviene da Motta di Villa di Tirano ed è stato donato al museo da Cristoforo Scarsi. Fra le grandi "macchine" della nostra agricoltura (torchi, pile e mulini) è la meno diffusa e la si trova documentata raramente in valle. Una simile, tuttora in grado di funzionare, si trova a Balzarro di Castione Andevenno (si veda "Castione un paese di Valtellina", Sondrio 1985, p.60)

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